Sistemi di riduzione degli ossidi d’azoto (DeNOx)

 

 

Le emissioni di ossidi d’azoto (NOx), denominati anche ossidi azotati, costituiscono, dopo le emissioni di polveri fini (PM10), il secondo maggior problema al quale sono confrontati i costruttori di vetture diesel. Gli ossidi d’azoto non possono essere semplicemente filtrati come le particelle di particolato, ma necessitano di un sistema di denitrificazione, vale a dire di riduzione degli ossidi d’azoto.

A differenza dell’azoto molecolare (N2), gli ossidi d’azoto (NOx) sono tossici e dunque dannosi alla salute. Per questo motivo è necessario trasformarli chimicamente. È proprio a questo scopo che servono i sistemi di riduzione degli ossidi d’azoto (DeNOx).

Questi moduli catalizzatori permettono in effetti di convertire, tramite aggiunta d’urea o ammoniaca, gli ossidi d’azoto in inoffensive molecole d’azoto (N2), come quelle che si trovano nell’ambiente, nell’atmosfera e nel vapore acqueo. I dosaggi d’urea o d’ammoniaca devono essere adattati in modo indiretto ai livelli d’emissione degli NOx. In pratica, i dosaggi vengono determinati per mezzo di proiezioni matematiche che considerano il regime del motore e i livelli d’emissioni inquinanti dei moderni motori, il cui funzionamento presenta, ai giorni nostri, delle caratteristiche molto dinamiche. La tecnica di filtraggio DeNOx, attualmente molto avanzata, ha conosciuto negli ultimi anni degli enormi progressi.

 

Il catalizzatore DeNOx riduce del 75% la produzione di ossidi d’azoto (NOx).